"Ferite a morte" arriva in Parlamento!

Progetto antiviolenza: encomio dalla Camera ai giovani del Gymme

Messaggio della presidente Boldrini alla 4ª B del linguistico. Domani serata di letture sul femminicidio all’ex Ariston

+di Simone Facchini

MERANO. Ne ha fatta di strada, il progetto scolastico della quarta B del liceo linguistico Gymme. E' arrivato fino a Roma, ha bussato alle porte del Parlamento e in risposta ha ottenuto l'encomio della presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini. Un riconoscimento all'impegno che i giovani dell'istituto superiore in lingua tedesca, guidati dall'insegnante Marina D'Amico, hanno profusi nei mesi scorsi per approfondire un tema di triste attualità, quello della violenza contro le donne. L'iniziativa - in cui lo studio dell'italiano è avvenuto concentrandosi su un argomento che ha stimolato l'attenzione dei ragazzi - tuttavia non è partita dall'analisi di fatti di cronaca, a volte così asettici e lontani nel bombardamento mediatico quotidiano, bensì dall'esperienza individuale, dalla reale e personale percezione dell'argomento.

E dalle paure delle ragazze che le hanno riversate in una mappa di luoghi sensibili, zone della città per le quali, in determinate circostanze, le studentesse non si sentono sicure a transitare. Passando attraverso letture ma anche altre occasioni di confronto come la simulazione di un progetto per stalking col giudice Stefan Tappeiner e un incontro con il vicequestore Cinzia Cellucci, il progetto approda ora al suo atto conclusivo - anche se potrebbe proseguire l'anno prossimo.

Domani sera alle 20, con ingresso libero, nella sala dell'ex cinema Ariston situata nella omonima galleria, undici ragazze e due ragazzi della quarta B saliranno sul palco per interpretare delle letture tratte dal libro "Ferite a morte" di Serena Dandini, nel quale l'autrice traccia le storie di donne vittime di femminicidio.

Un'occasione per rendere pubblico il percorso di questo gruppo di studenti che con il loro lavoro hanno aperto una finestra su un tema che purtroppo abita pure dalle nostre parti, giovani che ora si rivolgono alla città. Insieme a loro in scena ci saranno la docente promotrice del progetto, il vicequestore Cellucci, l'attrice Johanna Porcheddu, la responsabile del Museo delle donne Sissi Prader e un'operatrice del Centro antiviolenza di Merano al quale saranno devolute le offerte raccolte nel corso della serata.

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E-mail della Presidente della Camera

 

Lettere al Direttore Alberto Faustini (Alto Adige)

“Ferite a morte” spettacolo da vedere

Caro Faustini,

ho visto lo scorso 5 giugno, il dramma “Ferite a morte” messo in scena dagli alunni della 4B del Liceo linguistico di lingua tedesca di Merano. La mia reazione immediata è stata“peccato che siamo alla fine dell’anno scolastico , perché ciò che ho visto e sentito a Merano andrebbe ripetuto in tutte le scuole a Bolzano, Trento, Bressanone, ovunque insomma.” E’ una sorta di Spoon River di donne uccise dai propri mariti, compagni fidanzati, genitori. E sono tutte storie vere, tra l’altro di un’attualità sconcertante:”Ti amo, ti riempio di regali e di attenzioni, ma tu sei mia e ti uccido. Oppure forse è colpa mia, lui poverino è malato.” Storie che fanno venire la pelle d’oca. Per noi uomini è un pugno nello stomaco. Si esce dalla sala veramente sconvolti. Sono vicende che tutti abbiamo già letto nelle settimane e nei mesi scorsi sui giornali, ma le voci dei ragazzi e delle ragazze di Merano le hanno rese drammaticamente attuali e soprattutto vere. Dalla lettura dei giornali sappiamo che quanto stiamo leggendo è vero, ma sono cose scritte, avvenute lontano da noi.

Non sono la voce delle donne uccise che narrano la loro storia.

Vorrei fare un complimento di vero cuore ai ragazzi, alle ragazze e alla loro insegnante, Marina D’Amico, che ha affrontato un tema difficile con coraggio e grande abilità.

Vittorio Cavini

Merano

Aggiungo i miei complimenti e spero che queste parole servano anche per “costringere”altri studenti, altre scuole, altri giovani a portare questo e altri spettacoli in tutti i luoghi nei quali si può pensare, ragionare, indignarsi, soffrire e, soprattutto,cambiare.