BIENNALE GIOVANI TRENTO 2012

Ripensare la storia attraverso un progetto d’arte, anzi partecipando alla BIENNALE GIOVANI TRENTO 2012

La prima edizione di AREAARTE_GIOVANI ha trovato la sua sede espositiva nelle Gallerie di Piedicastello -Fondazione Museo Storico del Trentino ossia due tunnel stradali chiusi al traffico nel 2007 ed egregiamente riconvertiti in spazi espositivi dedicati alla storia. La mostra verrà inaugurata il 31 Marzo 2012.

Questo l’importante progetto sovraregionale cui partecipa la classe 4D del Kunstgymnasium del Professor Ulrich Egger: si tratta infatti della prima Esposizione Biennale per gli studenti organizzata da AreaArte  e patrocinata dalla Regione Veneto, dalla Regione autonoma Trentino Alto Adige e dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Si svolgerà a Trento dal 31 Marzo al 10 Giugno 2012  col significativo titolo “A rebours “ (a ritroso o anche controcorrente n.d.r) L’arte dei giovani ripensa la Storia.  E’ la prima edizione della Biennale d’Arte per giovani promesse e attinge talenti nelle numerose scuole ed istituti d’arte sparsi sul territorio del Triveneto col duplice obiettivo di dare l’occasione agli studenti di confrontarsi con il pubblico e contemporaneamente di promuovere l’arte contemporanea. La Biennale seguirà infatti un itinerario attraverso le tredici provincie del Triveneto, coinvolgendo i futuri studenti. Al termine dell’esposizione verranno selezionate e nominate tre opere vincitrici per ciascun istituto partecipante.

Evocando il titolo di un famoso romanzo di Joris-Karl Huysmans, “A rebours” si chiede agli studenti un Backwards, un guardare all’indietro, ossia immergersi nella storia lontana o recente per rileggerla e interpretarla, per trarne in ultimo utili insegnamenti per il proprio futuro. Nel libro dello scrittore francese, capolavoro della fine dell’800 e del Decadentismo, si narrano infatti le vicende dei pittori Gustave Moreau e, soprattutto di Odilon Redon che viene descritto come un intellettuale che rifiuta la mediocrità del suo tempo scegliendo un’esistenza che egli decide di vivere fuori dagli schemi, appunto, controcorrente.

Gli organizzatori della Biennale sono quindi partiti dall’assunto che “spesso gli artisti hanno saputo essere, grazie alla loro sensibilità, i più attenti interpreti della realtà e spesso i più lucidi e intuitivi conoscitori delle problematiche umane presenti e passate”, e hanno così deciso di affidare agli studenti dell’ultimo biennio della formazione artistica, la rappresentazione -attraverso la loro personale creatività e capacità espressive- degli eventi cruciali della Storia contemporanea. Alle studentesse della classe 4D quindi non è restato che ragionare sui numerosi e contorti accadimenti mondiali del Novecento e decidere tanto le tematiche che le modalità di realizzazione delle opere poiché il concorso lascia piena libertà per quanto attiene la forma espressiva e la tecnica, con l’unico limite del formato che dovrà essere di  dimensioni massime 21 x 29,7. Le studentesse della 4D si sono quindi concentrate sull’idea di tirannide e, passando in rassegna le dittature del Novecento ad ogni latitudine del nostro universo, si sono informate sui misfatti e le violenze,  dei singoli dittatori e capi di stato e nei loro ritratti hanno cercato di intrecciare il duplice livello che vede da un lato la posa ieratica dell’ufficialità e dall’altro il tentativo -senza mai però scivolare nella caricatura- di far trasparire dai loro lineamenti, dai loro sguardi, dalle loro labbra, o dai sorrisi digrignati la loro ferocia, la furia, la brutalità delle loro scelte di governo, delle loro azioni, delle ingiustizie perpetrate. 

Giudicare queste opere e scegliere le migliori è stato poi una difficile impresa: anche la Professoressa Pruccoli, in quanto storico dell’arte,  ha fatto parte della giuria interna e fra mille difficoltà  ha operato una scelta: vista infatti la grande qualità raggiunta dalle studentesse sia sul piano della tecnica pittorica che su quello della somiglianza. Alcune studentesse sono riuscite a dimostrare capacità introspettiva e altre sono riuscite a  realizzare brillantemente il difficile binomio di fisionomia e fisiognomica, il binomio cioè tra volto e anima. (RP)