Un anno in L2: testimonianze di studenti

Laura Riedl, 5I                        
Durante tutto l’anno scolastico 2020/21 sono stata a Verona per fare il mio anno in seconda lingua nel liceo Carlo Montanari. Prima di partire tutti mi hanno detto che i primi mesi sarebbero stati difficili ma io non ci credevo così tanto – fino al primo giorno di scuola! Devo dire che dal punto di vista linguistico nella mia vita quotidiana non mi trovavo così tanto in difficoltà, ma fare tutte le materie in italiano quello sì che era una sfida. Durante la mia esperienza ho vissuto in una famiglia molto carina. Le prime settimane erano dure da tutti i punti di vista ma la mia famiglia, i miei compagni e i professori erano molto carini e mi hanno aiutato in tutti modi. Già dopo poche settimane ho notato un grande miglioramento. Ogni giorno e in ogni situazione dovevo parlare in Italiano e così ho superato subito la paura di parlare.

Dopo 6 settimane di 100% di didattica in presenza siamo passati subito al 100% in didattica a distanza. Ho fatto fatica a seguire le lezioni a casa, anche perché hanno in sistema diverso dal nostro. Anche quando eravamo a casa abbiamo seguito l’orario come se fossimo in presenza, cioè abbiamo avuto lezioni online ogni giorno dalle otto fino alle una.

Il secondo quadrimestre era molto più divertente! Ho conosciuto meglio i miei compagni, ho fatto delle gite con la mia famiglia e dal punto di vista scolastico sono migliorata molto.
Io consiglierei a tutti coloro che hanno la possibilità di fare un anno scolastico in seconda lingua o un anno all’estero. Questa è un’esperienza unica e non mi ha aiutato solo ad imparare l’italiano ma sono cresciuta molto anche personalmente.

Laura Riedl classe 5I sport

 


 

Scegliere di frequentare una scuola in lingua tedesca è stato sin dall’inizio del liceo un percorso che avevo intenzione di intraprendere e a cui non ero sicuramente disposta a rinunciare. Ero pronta e decisa ad affrontare qualsiasi tipo di difficoltà quest’esperienza mi avrebbe posto, ma mai quella della pandemia! Al momento dell’iscrizione alla nuova scuola, infatti, devo ammettere che ho avuto qualche ripensamento e, per un motivo o per un altro, credevo che non sarei più riuscita a realizzare questo mio “sogno”, ma alla fine mi sono detta che non potevo perdere un’opportunità come questa. Durante i mesi trascorsi al Gymme ho avuto l’occasione di cambiare “pelle e squame” proprio come i camaleonti e devo dire che mai avrei immaginato di vivere quest’esperienza con tanta naturalezza. Non mi sono pesate le prime difficoltà, le prime valutazioni (non sempre lusinghiere), anzi mi hanno resa più consapevole delle mie effettive potenzialità e soprattutto mi sono servite da sprono a migliorare giorno dopo giorno. Ho trovato, non solo insegnanti più che competenti, in primis la mia tutor (sempre gentile e disponibile), ma anche un metodo didattico diverso e nuovo che mi permette oggi di affrontare lo studio in una prospettiva diversa. E di questo devo dare merito anche ai miei compagni di classe con cui ho instaurato fin da subito un buon rapporto d’amicizia e fiducia reciproca e con i quali sono riuscita ad esprimermi il più delle volte liberamente senza il timore di sbagliare qualche termine. Questa “full immersion” nella lingua tedesca mi ha, non solo permesso di potenziarla a livello etimologico e lessicale, ma anche dato un’introspettiva nella cultura in sé che mai avrei potuto acquisire se non avessi frequentato questa scuola. E mi ha resa, inoltre, più matura e pronta ad affrontare quello che sarà il mio futuro accademico. Perciò a chiunque volesse imbarcarsi in quest’avventura straordinaria il mio consiglio principale è quello di viverla come se fosse un’occasione imperdibile, unica. Non scoraggiatevi se le cose all’inizio non vanno nel verso giusto, non siate timorosi di sbagliare, anzi abbiate la forza ed il coraggio di buttarvi e vedrete che a fine esperienza ne uscirete più forti! Non voglio avere l’ipocrisia di affermare che sia sempre una passeggiata, ma come disse Coelho “Chi desidera vedere l’arcobaleno, deve imparare ad amare la pioggia”

Fatima Joarder

 


 

Leonie Marie Prantl

Mi chiamo Leonie Marie e sto frequentando la quinta classe al Gymme Merano. L’anno scorso (2020/2021) ho avuto la possibilità di frequentare la scuola italiana per un anno scolastico intero. Ho preso la decisione di andare al Liceo Pascoli di Bolzano. Volevo fare una nuova esperienza e, allo stesso tempo, volevo migliorare il mio italiano. Mi sono iscritta a marzo. Prima che iniziasse la scuola tutti gli studenti che avevano già fatto un anno di scambio oppure un anno all’estero hanno organizzato un incontro con la professoressa Pruccoli per chi sarebbe dovuto partire. Abbiamo organizzato le ultime cose e gli studenti, che avevano già svolto l’anno, hanno parlato della loro esperienza e ci hanno dato qualche consiglio. Così mi sentivo pronta per l’avventura.

Il primo giorno di scuola è stato molto emozionante, era tutto nuovo: la gente, i compagni di classe, l’ambiente e i professori. Pensando a questo ho un bellissimo ricordo. Sono stata molto fortunata ad incontrare una classe come la mia. Già dal primo giorno mi hanno accolto a braccia aperte. Anche i professori sono stati gentili nei miei confronti. All’inizio, per le prime settimane, é stato molto difficile seguire le lezioni. I miei compagni mi hanno dato tanto sostegno e mi hanno aiutato anche passandomi i loro appunti. Ma poi pian piano sono riuscita a capire di più e prendere appunti da sola. É stato duro e ho dovuto studiare molto di piú, non solo per la lingua ma anche per i tanti  compiti che ci assegnavano al Liceo Pascoli. L’importante è non perdere mai l’ottimismo e credere in se stessi, perchè con il tempo diventerà sempre più facile. È sicuramente normale che all’inizio ci sia bisogno di tempo per abituarsi a tutto. Anche per me ci sono stati momenti difficili ma in generale é stata principalmente un’esperienza positiva. Il regalo più grande peró sono le persone meravigliose che ho potuto conoscere e le amicizie bellissime che ho stretto. Anche ora, dopo il mio ritorno al Gymme Merano, sono rimasta in contatto con la mia vecchia classe. Consiglierei a tutti di fare un’esperienza del genere e se potessi tornare in dietro la rifarei di nuovo.

 


 

Nell'anno scolastico 2020/21 ho partecipato al progetto "Anno in L2" per migliorare il mio italiano. Nonostante la difficile situazione, ho deciso di passare l'anno scolastico al liceo linguistico di Trento.

Avevo previsto di frequentare la scuola italiana per un solo semestre, ma poi ho deciso di passare anche il secondo semestre a Trento. Alla fine, sono contenta di aver preso questa decisione, soprattutto perché tutto è stato più facile per me in questo secondo semestre. Ho potuto fare nuove amicizie e acquisire una preziosa esperienza. Inoltre, mi ha aiutato a diventare più indipendente poiché ho dovuto trovare la mia strada in quella nuova situazione.

Il liceo linguistico "Sophie M. Scholl" di Trento è un liceo relativamente grande e conosciuto nel Trentino.  Ho trovato rapidamente la mia strada nella mia classe e sono stata accolta molto bene dai miei compagni. Penso che sia stato anche un vantaggio per loro avere una compagna di classe di madrelingua tedesca, dato che il tedesco viene insegnato come lingua straniera anche in Trentino. Così ho potuto aiutare i miei compagni di classe con i compiti e lo studio per le verifiche.

La maggior parte degli insegnanti erano molto disponibili e pazienti e mi hanno aiutato molto, soprattutto nei primi giorni.

Ho trascorso l'anno scolastico nel convitto del convento cattolico "Sacro Cuore". All'inizio è stato un grande cambiamento per me, ma presto mi sono abituata. Lì ho vissuto con le ragazze delle superiori dalla prima alla quinta classe.

Ad essere onesti, ho avuto qualche difficoltà a seguire le lezioni all'inizio, soprattutto perché il sistema scolastico italiano è molto diverso da quello che conoscevo. Ma grazie all'aiuto di alcuni compagni di classe molto disponibili, l'apprendimento è diventato più facile dopo poco tempo e sono stata presto in grado di seguire bene le lezioni.

Tuttavia, ho trovato un peccato che ho potuto effettivamente passare solo circa la metà dell'anno scolastico a Trento. Anche nel liceo linguistico di Trento c'era solo il 50% di lezioni frontali da novembre in poi. Naturalmente, questo ha reso un po' più difficile stabilire contatti sociali. Ciononostante, non mi pento di aver trascorso questo anno scolastico un po' diverso ma comunque emozionante a Trento e consiglierei a chiunque di accettare questa sfida.

Julia Stifter 5A