Charlie Hebdo und danach

  

Wie weit darf und muss die Freiheit des Denkens und Schreibens gehen? Wie wichtig ist Humor im Kampf gegen Engstirnigkeit, Arroganz und Selbstverliebtheit? Haben wir ein Recht auf Blasphemie? Welche ethische Verantwortung tragen wir den Anderen und dem Anderen gegenüber? Warum werden Islam und Islamismus oft gleichgesetzt? Welche Reaktionen haben die Attentate in der muslimischen Gemeinschaft in Südtirol hervorgerufen?
Dies waren nur einige von den Fragen, die auf dem Podium und im Publikum gestellt und diskutiert wurden. Dass die Moderatorin Prof. Maria Kiem nach 1,5 Stunden das Mikrofon fast gewaltsam an sich reißen musste, zeigte, dass das Interesse groß und das Thema noch längst nicht erschöpft war. Insgesamt ein interessanter Vormittag, der Schüler/innen und Lehrpersonen zum Nach- und Weiterdenken und kritischen Hinterfragen anregte.

Una intervista con Abdul Hafeez Malik

Signor Hafeez, la discussione di questa mattina é stato molto interessante, come nasce in Lei l´esigenza e la passione di parlare  studenti delle scuole altoatesine e sudtirolesi e al pubblico piú in generale?

Quando giunsi in Alto Adige ero un bambino di 10 anni, dopo l´attentato alle torri gemelle, molte persona mi accostavano e mi facevano domande piú grandi di me sull´Islam e sul terrorismo, ma io non ne sapevo nulla. Ero sottopressione perché non avevo le informazioni necessarie per dare delle risposte. Un giorno con l´aiuto di mio padre scoprii la figura di Muhammad Tahir –Ul-Qadri-. Iniziai a leggere, a seguire lezioni e discorsi su YouTube e poi ebbi la fortuna di poterlo ascoltare dal vivo. Da allora studio e mi informo e ho completamente abbracciato le sue teorie e istanze. Ora rispondere alle domande mi risulta facile anzi sento come molto importante propagarne i concetti di in Islam positivo e moderato di cui lui è portatore. Per me questi incontri sono un servizio di volontariato che io faccio oltre al mio lavoro. Lo faccio molto volentieri perché mi sta a cuore che tutta questa confusione di ruoli e termini finisca. Desidero spiegar con forza che Islam e terrorismo sono due concetti lontani, due realtá che non per forza si intersecano.

Contro cosa si sente di lottare in questa Sua attivitá

Lotto contro la cattiva informazione, contro l´informazione sommaria di molti mas media italiani. Esorto le persone ad informarsi autonomamente, senza arrendersi alle notizie generalizzate e spesso fuorvianti. Esorto i giovani a leggere a cercare in internet, insomma a fare ricerca.

Di che cosa si occupa la Sua Associazione?

 Appartengo alla rete di associazioni che fanno capo all´organizzazione Minhaj-ul-Quran che da India e Pakistan si sono propagate capillarmente novanta Paesi e che in Alto Adige hanno una sede a Merano, Bolzano, Bressanone e Chiusa, Vipiteno, Brunico e Brennero.  L´Associazione è suddivisa in sezioni tematiche rivolgendosi alle donne, ai giovani agli adulti ed occupandosi delle rispettive esigenze e necessitá. Qui desideriamo educare i nostri giovani ad un Islam moderato, pacifico, ma insegnamo loro anche l´importanza di non separare la religione dalla scienza e dalla politica. Fra le attivitá di cui ci siamo resi artefici vi è la Marcia per la Pace organizzata a Bressanone e quella organizzata a Laives. Mi sta a cuore aiutare i nostri giovani e dar loro una motivazione. Mi sta a cuore che conoscano la cultura locale pur senza abbandonare la propria identitá imparare a muoversii con disinvoltura anche nell´altra societá, integrarsi. Desidero farmi ponte fra queste due culture ed aiutare i miei correligionari ad attraversarlo. 

Cosa desidera comunicare ai ragazzi musulmani che vivono in Alto Adige?

Vorrei che conoscessero profondamente l´Islam moderato, che desidera dare uguaglianza, pari diritti e pari dignitá alla donna.

Cosa desidera invece comunicare ai ragazzi altoatesini?

Mi sta a cuore far comprendere loro che non devono temere le altre culture e le altre religioni ma conoscerle. Approcciarsi a queste altre realtá scevri da preconcetti e giudizi di valore ma accettandone similitudini e differenze. E in ogni caso non prima di averle conosciute.

Tornando al nocciolo dell´incontro odierno: vignette satiriche sí o no?

Per quanto mi riguarda, piena libertá alle vignette satiriche purché non rappresentino le figure sacre di ogni religione.